Stanotte non si dorme. #Terremoto #Emilia

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Non ci sono parole per esprimere tutto quello che provo in questo momento.

Io stanotte non dormo, come già non faccio da un po’. Ho la testa a troppe cose ma soprattutto, ho il cuore all’Emilia, alla mia famiglia e alle splendide persone che ho conosciuto, alcune delle quali adesso versano in situazioni molto pesanti. Tutti i miei pensieri sono rivolti a loro: alla terra nella quale il mio cognome non suona così esotico come invece succede in Sicilia.

La mia famiglia viene in parte da quelle zone. Modena e dintorni sono, nonostante la distanza, un pezzo di me, e soprattutto negli ultimi anni, sono state terre che mi hanno offerto  possibilità lavorative e affetto senza chiedermi nulla in cambio.

Di questo ringrazio tutti gli emiliani, persone meravigliose con il sorriso sulle labbra ed un’instancabile voglia di vivere. A loro, il mio più profondo cordoglio per le persone scomparse e tutto il mio affetto da una gemella terra ballerina.

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Me Homo Lavans.. Tu Jane? (ovvero del perché devi diffidare di uno con le ecodosi).

 

Scrivo questo post di oggi ispirata da un tweet di La_Capa sul maschio medio da supermercato. In effetti qui si potrebbero aprire molti convegni e/o meeting per descrivere la fauna che alberga nei corridoi di qualunque iper, ma in questa sede ci limiteremo a considerare l’esemplare di cui oggi la suddetta giovane ha fatto conoscenza, ovvero il maschio della specie “Homo Lavans”.

Signore credemi : esiste. Seppure in rare eccezioni e nonostante tutte lo avessimo considerato estinto al pari del Panda del WWF. L’Homo Lavans si mimetizza tra il Coccolino Concentrato e il Mastro Lindo, e nella sua paziente attesa mira alla giusta preda. Appena mettete piede nel reparto “Prodotti per la casa” lui vi ha già squadrato dalla punta dei piedi all’ultima doppiapunta dei capelli. Conosce il vostro lavalana dal leggero alone bianco che lascia sulla superficie degli abiti scuri. Distingue l’appretto che usate in base al numero delle grinze che fa sui polsi. E’ in grado di nominarvi più di dieci marche di sapone per piatti (che nemmeno vostra madre!).

Appena siete sufficientemente vicine (e voi ignare, non avete fato caso al suo appropinquarsi!) come un coccodrillo immerso a pelo d’acqua  compie un un balzo furtivo, vi si lancia addosso e commenta ” Che coincidenza! Anche tu le ecodosi Dash?!”. A questo punto ci sono due soluzioni:

  1. Correre il più veloce che si può verso la cassa schivando vecchiette, carrelli, madri con poppanti nei passeggini, cani con padroni al guinzaglio etc. e guadagnarsi la libertà.
  2. Sorridere fingendo divertimento e poi ignorarlo completamente.

La seconda scelta, sebbene non vi costringa a lasciare la spesa in mezzo al corridoio ed in parte salvaguardi la vostra dignità, è anche la più rischiosa. Infatti l’Homo Lavans, vedendo che voi non vi allontanate, potrebbe considerarlo un segnale di disponibilità al dialogo e cominciare a ciarlare come una vecchia casalinga inacidita.

Valutazioni PRO: è pulito. O almeno, se non puzza di truffa lontano un miglio, un uomo che acquista le ecodosi Dash mostra un certo rispetto per l’ambiente, un leggero grado di frikkettonaggine e un probabile portafogli di media/larga disponibilità. Sceglie un prodotto molto reclamizzato quindi è “malleabile” dalle perverse e subdole indicazioni pubblicitarie (ottimo se tenete conto che basta fargli il lavaggio del cervello su qualcosa e lui prima o poi l’accetterà!).  E’ uno che tiene all’ordine e al bucato: il fatto che lo faccia da solo ce lo mostra come autonomo e indipendente.

Valutazioni CONTRO: è un uomo che si lava le cose da solo. Il che significa che non ha nessuno che lo faccia per lui. Se un uomo non ha una donna che gli aziona la lavatrice significa che probabilmente ne ha fatta scappare qualcuna, perché da che mondo è mondo, gli uomini e le lavatrici non sono mai andati d’accordo. E poi queste ecodosi.. ne vogliamo parlare? Sono plasticose, morbidose, caramellose. Non sono esattamente ciò che si definisce “sexy & mascolino”. Io ad un vero uomo gli vedo in mano un grosso pezzo di sapone di Marsiglia, come nella scena di Cuori Ribelli dove un nonscientologicamente manipolato Tom Cruise insegna a Nicole Kidman come lavare i vestiti nella tinozza. E poi io, la mia biancheria, ad uno così non la darei mai.. non so perché ma percepisco che  il suo lato perverso da casalinga disperata farebbe male a tutti i miei maglioncini, provocando un’infeltrimento globale!

Insomma giovani stolte: se non volete incorrere in qualche losco figuro fuggite dal reparto detersivi! Fuggite dall’Homo Lavans!

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Sedici anni, la mafia e lo Stato.

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La sveglia che suona, la colazione fatta alla svelta, il lettore mp3 nelle orecchie e via, verso la scuola, verso gli amici.  Salvo pochi dettagli le mattine degli adolescenti sono quasi tutte le stesse. Mentre percorri la strada che ti porta in classe, un posto che senti sicuro, che è quasi casa, le amiche si salutano, si abbracciano si scambiano frasi come ” Amore!” ” Tesoro” “Ma hai visto ieri cosa mi ha scritto quello su Facebook” ” E oggi è sabato, cosa facciamo”. E l’estate che si avvicina e dal tuo banco sogni la spiaggia, sogni il mare azzurro, immagini il tuo futuro, il tempo che verrà. E sfogli le pagine delle riviste, provi a truccarti, riempi il tuo facebook di fotografie dove sorridi, scarabocchi sul banco, messaggi da dietro l’astuccio sperando che il prof. non ti veda. Ti ritrovi nelle parole di decine di canzoni, i giorni che verranno saranno ad uno ad uno regali da scartare con sorprese a volte belle, a volte meno piacevoli. Ma sarà la vita e a sedici anni hai ancora davanti tutto il tempo per costruirla come vuoi. Melissa ti immagino così: piena d’amore e di sogni, di desideri e di speranze che si riflettono nei tuoi occhi in questa fotografia. Tante sensazioni i di luce e di vitalità che troppo presto un’esplosione ha distrutto in mille pezzi. Il tuo, il mio, il nostro Paese, che oggi dovrebbe sentirsi criminale al pari di chi ti ha ucciso, non solo non è in grado di nutrire le aspettative dei più giovani, ma non riesce nemmeno a proteggervi. Le scuole diventano così i teatri delle violenze a cui non vi abbiamo mai preparato. Ci preoccupiamo sempre di avvisarvi sulla droga, sulle amicizie sbagliate, sull’acool o sul sesso. Ma nessun genitore ha mai salutato il figlio al mattino dicendo ” Attento alle bombe”. E’ innaturale, irrazionale, angoscioso. E’ troppo lontano anche dalla più efferata crudeltà umana perché tu che non c’entravi niente con un mondo tanto sporco.

Ci dispiace Melissa. Mi dispiace davvero perché sono sicura che come tutti i ragazzi con cui ho avuto a che fare negli ultimi anni, avevi dentro di te la voglia e il potenziale per creare un futuro migliore per te e per chi ti stava attorno. Perché solo chi non ha lavorato fianco a fianco con i ragazzi di oggi dice che non avete ambizioni, che non avete speranze, che siete svogliati, annoiati e poco attivi. Al contrario, io penso che abbiate tanta voglia di fare e tanta energia che questo Paese non riesce ad incanalare, quindi preferisce sputarvi addosso, etichettarvi come ignoranti o mammoni, tagliarvi le ali prima ancora di crescere.  E’ forse una colpa avere una sfrenata voglia di vivere? Non credo proprio. Non puoi avere colpe a sedici anni. Puoi avere solo una grande sfortuna:  quella di vivere in uno Stato che, come disse Leonardo Sciascia, “se volesse davvero distruggere la mafia dovrebbe suicidarsi”.

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Se l’occupazione è fatta per Amore.

 

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Non so quanti di voi hanno seguito le vicende di Macao e dello spazio di cui i milanesi volevano riappropriarsi. Stamane lo sgombero è stato abbastanza pacifico e il Pisapia ha pure fatto la sua bella figura venendo a “interloquire”, per usare un verbo caro a Saviano, con gli occupanti. In cambio della Torre Galfa il sindaco ha proposto le ex acciaierie Ansaldo. Tutto sommato credo sia un buon compromesso anche perché, diciamoci la verità, nemmeno il più ingenuo dei manifestanti avrebbe mai potuto pensare che il sindaco dicesse ” Ok ragazzi, state tranquilli, il palazzo ve lo regalo!”.

Mi piace pensare che una sorta di ” febbre della cultura” si sia abbattuta sull’Italia e che i focolai di cui avevo già parlato ( Teatro Coppola, Teatro Valle, Teatro Garibaldi) abbiano cominciato a dare i primi frutti. Sarebbe bellissimo se per una volta le Istituzioni sostenessero questa epidemia pacifica, integrativa e sostenibile. Del resto credo che sia questo lo spirito col quale dovremmo avvicinarci ai media e all’Universo in generale: uno spirito di condivisione, di donazione gratuita e di amore per la crescita personale e la cultura.  Ok, lo so, sono molto utopistica… devo ricordarmi che ho sempre a che fare con la razza umana. E come disse una volta il mio prof. di sociologia a lezione “Nelle cose devi sempre chiederti chi ci guadagna”.

Detto questo stacco, perché attualmente la mia attenzione dovrebbe esser riversa tutta sui libri. Le nubi nere degli esami si avvicinano all’orizzonte ed io non ho nemmeno uno straccio di ombrello!

Ah ultima cosa !!Vi invito a partecipare agli eventi che si tengono questa settimana di Teatro Coppola tutto il programma lo potete trovare qui.

 

 

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Tutti i “no” che dovresti dire… (anche se a volte non ci riesci!)

 

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Qualche giorno addietro sul sito di Riccardo Esposito ho trovato questo piccolo ma delizioso post sui famosi “NO” che devi dire. Preciso che Riccardo si occupa di Social Media, pertanto mi trovo spesso a leggere o  retwettare i suoi pezzi, che sono semplici ma efficaci ( e che ovviamente vi consiglio di seguire!). E’ proprio dal post sopracitato che nasce la mia riflessione di oggi.. Se è vero che ci sono dei “No” da dover dire quando si lavora .. quali sono i “no” che bisognerebbe dire nella vita di coppia? E nelle relazioni? E nell’amicizia? Io ne elenco un paio.. siamo curiosi di scoprire i vostri!

  1. NO alle sanguisughe di positività. Nella mia vita ho scoperto che esistono  persone che  ”succhiano” via l’energia. Si alzano perennemente scontente al mattino, e con il loro cattivo umore, i mugugni, le depressioni immotivate, riescono a distruggere anche il karma più roseo. Se qualcuno fra i tuoi conoscenti è così faglielo notare. Se poi non cambia, defilarsi e cercare aria più salubre non è un reato.
  2. NO agli uomini eccessivamente possessivi e/o gelosi e soprattutto NO agli uomini violenti e maneschi. Non mi stancherò mai di ripeterlo abbastanza: nessuno hai il diritto di umiliare o picchiare una donna. E chiunque lo faccia merita il bando dalla società civile.
  3. NO alle amiche che ” ci vediamo per un caffè”… e intanto passano una decina d’anni. Per il 90% delle cose volere è potere, e al giorno d’oggi la scusa delle distanze o della mancanza di tempo non esiste, se a quella persona ci tieni sul serio. Le mail e gli sms hanno un costo ridicolo, pertanto, non fatevi infinocchiare dal “prima o poi ci becchiamo!”.
  4. NO agli uomini modello Houdini, ovvero quelli che ci esci una sera e poi spariscono per il resto della vita, salvo spuntare fuori a comodo. Poco sinceri e poco eleganti. E soprattutto: molto poco uomini! 
  5. NO al volere essere a tutti i costi quello che non siamo.NO a chi si spaccia per pittore quando in realtà è un imbianchino. NO a chi non parla perché si tiene le cose per sé e soprattutto  

 NO a chi è intenzionato a distruggere il tuo lavoro, la tua felicità o il mondo intorno a te

con un’insana dose di malevola invidia.

 

 

 Ricordatevi che  What goes around comes around.

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Perché non devi tornare con un ex (considerazioni logiche e opinioni discutibili)

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Oggi parliamo di ex. Si lo so che è uno dei miei argomenti preferiti, e so anche che a furia di analizzare i sentimenti e le relazioni interpersonali inizio a sembrare la Carrie Bradshow de noiartri. Ma penso che se c’è un interrogativo che attanaglia il genere umano non è quello del “se viene prima l’uovo o la gallina” ma il “cosa sarebbe successo se…“. Ci sono casi in cui, questo desiderio di conoscere come sarebbero andate le cose, ci porta a fare un passo indietro ( più che uno avanti!) e magari a tornare con una persona che avevamo precedentemente lasciato. Un ex, appunto. E qui di scuole di pensiero ce ne sono a bizzeffe: chi dice che la gente non cambia, chi parla del fatto che con il senno del poi le persone possono maturare, chi imposta la discussione adducendo la teoria del piatto rotto, che incollato non torna come prima, e chi ribatte rispondendo che è sempre un piatto e mantiene comunque  le sue funzionalità. Io questa cosa, lo ammetto, l’ho provata un paio di volte e credo di essere giunta ad alcune conclusioni che oggi voglio condividere con voi.

1) Tornare con un’ex non è un punto di partenza. Siete già partiti tanto tempo fa, al massimo è un tamponamento ad un incrocio. Al posto di chiedervi gli estremi dell’assicurazione decidete di fare una costatazione amichevole. Questo non cambia il fatto che le vostre rispettive macchine abbiano subito dei danni.

2) Un ex non è un fidanzato nuovo. Conosci già molto di lui, pregi e difetti. Se pensi di poter tollerare le cose che ti hanno dato fastidio anni prima, se credi che i suoi comportamenti si siano modificati, ti sbagli. Io sostengo la tesi che le persone non cambiano, ma si evolvono, ovvero portano in vista determinate caratteristiche mentre altre vanno in secondo piano. Questo non significa che le abbiano perse. Insomma: quando meno te lo aspetterai la vera natura della persona che hai di fianco riemergerà, quindi … stay tuned.

3) Non dovresti tornare con un’ex perché tutti abbiamo diritto ad un futuro, e se vi siete lasciati, vuol dire che non c’era volontà di un futuro insieme. A maggior ragione se non è lui a fare il primo passo verso di te. Se i suoi comportamenti non sono chiari, se non si mostra presente o attento ai tuoi bisogni devi seguire assolutamente il consiglio del mio amico Berger 

E come dice anche la Litizzetto in un famoso spot

” Meglio cambiare nè!?”

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Vanessa e Stefania: storie di uomini che uccidono le donne.

E’ passato qualche mese da quando la mia amica e collega Stefania Noce è stata brutalmente uccisa dall’ex fidanzato. Per molto tempo e tutt’oggi, il ricordo di Stefania mi ha accompagnato e da quando ho saputo della scomparsa di Vanessa Scialfa il mio pensiero è corso subito a quel tragico evento. Stamattina i giornali non lasciano dubbi: è stato il fidanzato ad uccidere Vanessa, forse dopo un futile litigio causato dalla gelosia. Guardo la foto di questa ragazzina di vent’anni che potrebbe essere la mia sorellina minore e mi chiedo quali accorgimenti stia prendendo la società per difendere le donne, le figlie, le madri, da questa schifosa violenza. La risposta è: nessuno. Tutte queste “morti rosa” non fanno rumore e fra qualche giorno passeranno in sordina sulle pagine dei giornali. Anche questa ragazza sarà  un nome in un lungo elenco di nomi e la cosa che fa più male è pensare che il suo assassino fra qualche anno sarà a piede libero.

Vanessa, io non ti conoscevo, ma morire a vent’anni è ingiusto, e morire per colpa di chi abbiamo amato è  crudele. Nessuno ha il diritto di togliere la vita, e nessuno ha il diritto di uccidere una donna solo perché è più debole, più indifesa, più fragile o più innamorata.

Se esiste un aldilà, un posto dove le persone possono incontrarsi, ecco, io spero che tu sia lì con Stefania e che la sua allegria e la sua bontà ti facciano sentire meno il dolore del distacco da chi ti voleva bene.

Vanessa Scialfa, 20 anni, uccisa dal fidanzato per motivi passionali.

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